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carcinoma squamocellulare verona

Carcinoma Squamocellulare a Verona: Sintomi e Cura

Woman receiving a facial consultation from a cosmetologist in a clinic.

Il carcinoma squamocellulare, chiamato anche carcinoma spinocellulare, è il secondo tumore cutaneo non melanoma più frequente dopo il basocellulare. Cresce più in fretta e, se lasciato senza cura, può diffondersi ai tessuti vicini o ai linfonodi. Per questo motivo, quando in ambulatorio a Verona vediamo una lesione con queste caratteristiche, preferiamo intervenire senza rimandare.

Cos'è il carcinoma squamocellulare e perché non va ignorato

Questo tumore nasce dalle cellule squamose dell'epidermide, lo strato più superficiale della pelle. Colpisce soprattutto le zone esposte al sole per anni: viso, cuoio capelluto, orecchie, labbra, dorso delle mani. Spesso si sviluppa su una cheratosi attinica preesistente, cioè su quelle chiazze ruvide e rossastre che molti pazienti considerano solo "pelle secca" e che invece meritano un controllo.

I principali fattori di rischio sono l'esposizione solare cronica, la pelle chiara, l'età avanzata e una storia di scottature ripetute. Anche chi ha già avuto un carcinoma basocellulare ha una probabilità più alta di svilupparne uno squamocellulare in futuro.

Sintomi e segnali da riconoscere sulla pelle

A differenza del melanoma, che si presenta come una macchia scura irregolare, il carcinoma squamocellulare ha un aspetto diverso e conviene imparare a riconoscerlo:

Questi segnali possono comparire su una cheratosi attinica già nota oppure su pelle apparentemente normale. La regola generale è semplice: qualsiasi lesione che cambia, cresce o non guarisce va valutata da un dermatologo, non osservata a lungo per conto proprio.

Diagnosi a Verona: dermatoscopia e biopsia

Durante la visita iniziamo con un esame clinico e una dermatoscopia con luce LED, che permette di osservare le strutture della lesione ingrandite decine di volte. Questo esame, non invasivo, indirizza già molto la diagnosi ma non la conferma da solo.

Quando la lesione ha caratteristiche sospette, procediamo con una biopsia cutanea: si preleva un piccolo campione di tessuto, in anestesia locale, e lo si invia in laboratorio per l'esame istologico. È l'unico modo per avere una diagnosi certa e per pianificare correttamente il trattamento successivo. I risultati arrivano solitamente in una decina di giorni.

Trattamento chirurgico e tempi di recupero

Il trattamento di riferimento per il carcinoma squamocellulare è l'asportazione chirurgica della lesione, con un margine di tessuto sano attorno per ridurre il rischio di recidiva. L'intervento si esegue in anestesia locale, in regime ambulatoriale, e dura in genere tra i 20 e i 40 minuti, a seconda delle dimensioni e della zona coinvolta.

Dopo l'asportazione applichiamo dei punti di sutura che vengono rimossi dopo 7-14 giorni, in base alla sede. Il tessuto asportato viene sempre analizzato in laboratorio per confermare che i margini siano liberi da cellule tumorali. Nella maggior parte dei casi la ferita si rimargina senza complicazioni, lasciando una cicatrice sottile che con il tempo diventa poco visibile.

Dopo l'intervento programmiamo controlli periodici, perché chi ha avuto un carcinoma squamocellulare ha un rischio più alto di svilupparne un altro o di manifestare altre lesioni cutanee legate al sole, come la cheratosi attinica o il carcinoma basocellulare.

Hai notato una lesione che non guarisce?

Se hai una ferita, una crosta o un'area ruvida sulla pelle che persiste da settimane, è il momento di farla vedere prima che la situazione si complichi. Nella sezione prevenzione tumori pelle verona trovi anche i segnali generali da monitorare tra un controllo e l'altro.

Prenota una visita dermatologica: valutiamo la lesione con dermatoscopia e, se serve, programmiamo la biopsia in tempi brevi.

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Domande frequenti

Come si riconosce un carcinoma squamocellulare all'inizio?

All'inizio si presenta spesso come una placca rosata o rossastra, ruvida in superficie, oppure come una crosta o una piccola ferita che non guarisce nel tempo previsto. Può comparire su una cheratosi attinica già presente o su pelle apparentemente sana, soprattutto in zone esposte al sole come viso, orecchie e dorso delle mani. Qualsiasi lesione che cambia aspetto o non si chiude va sempre valutata da un dermatologo.

Il carcinoma squamocellulare è più pericoloso del basocellulare?

Sì, in generale il carcinoma squamocellulare cresce più rapidamente e ha una probabilità maggiore, anche se comunque bassa, di diffondersi ai linfonodi rispetto al basocellulare. Per questo, quando individuiamo una lesione sospetta a Verona, tendiamo a procedere con biopsia e asportazione senza attendere. Una diagnosi precoce rende il trattamento più semplice e la prognosi decisamente migliore.

Quanto dura l'intervento di asportazione e il recupero?

L'intervento si svolge in anestesia locale e dura in genere tra 20 e 40 minuti, in base alla dimensione e alla sede della lesione. I punti vengono rimossi dopo 7-14 giorni e la ferita si rimargina progressivamente, lasciando una cicatrice sottile. Il tessuto asportato viene comunque analizzato in laboratorio per confermare che l'asportazione sia stata completa.

Dopo un carcinoma squamocellulare servono controlli periodici?

Sì, chi ha avuto un carcinoma squamocellulare ha un rischio più alto di svilupparne un altro o di presentare altre lesioni legate al sole, come la cheratosi attinica o il carcinoma basocellulare. Per questo programmiamo controlli dermatologici periodici anche dopo la guarigione completa, per intercettare eventuali nuove lesioni in fase iniziale.

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